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Cara Pallacanestro, mi manchi…

Cara Pallacanestro,

sono passati più di tre anni dal giorno in cui ti ho salutato. Era febbraio 2015 e, devo essere sincero, in quel momento ho realmente pensato che fosse un addio. Le dinamiche lavorative di allora lasciavano presagire che sarebbe stato difficile rincontrarsi, tornare a giocare con i compagni di sempre nei tornei amatoriali UISP e, devo essere sincero, in quel momento non ero neanche eccessivamente addolorato.

Sono passati giorni, settimane, mesi e alla fine anni. Le cose sono cambiate, non in male chiariamoci, tuttavia ogni volta che passo davanti a qualche campetto di periferia o, facendo zapping compulsivo, pizzico una partita di Eurolega o Nba, sale un certo groppo in gola. Senza citare le celebri pagine facebook dedicate al Basket che stimolano e rafforzano una certa nostalgia.

Bisogna accettarlo. Non serve avere un talento naturale (mai avuto) per sviluppare un legame con una disciplina sportiva. A Roma diciamo “Sei una sega” ed effettivamente mi posso annoverare in questa categoria, ma mi divertivo e non poco.

Non ricordo il mio primo tiro a canestro e anche della prima partita le memorie sono confuse. Le vicende della mia infanzia, tuttavia, hanno fatto sì che potessi apprezzare la bellezza di quel gioco. Un mio zio praticava a discreti livelli ed è stato lui ad accendere la scintilla. Ho un vaghissimo ricordo dei sabati pomeriggio trascorsi sulle tribunette ad assistere alle sue partite, ma ricordo una piccola palla di plastica, a spicchi gialli e viola, e un canestrino nella stanza da letto di mio zio, con cui mi dilettavo a tirare, esaltandomi nei tentativi di schiacciate.

Più nitido, con l’aiuto di Wikipedia per trovare l’anno, il ricordo della mia ‘prima’ al palazzetto. Avevo già battezzato lo sport dal vivo allo Stadio Olimpico in un Roma-Piacenza ed ero curioso di assistere ad una partita di Basket professionistico. La Virtus Roma aveva come main sponsor la Nuova Tirrena, era la stagione 1995-96 e frequentavo l’ultimo anno di scuola materna. Con chi giocavamo? Non lo so, così come non ricordo l’esito della partita. Mi divertì il fatto che ad ogni canestro si esultava e un coro della curva che recitava “Noi vogliamo questa vittoria”.

continua…

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